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Le tappe del totalitarismo nazista

 

1) Dopo l'incendio del Reichstag del 27 febbraio 1933, vengono soppressi 6 articoli della Costituzione di Weimar che garantivano le libertà civili e personali: fine dello Stato di Diritto;
2) in marzo ecco la Legge sui Pieni Poteri (in pratica il Reich esautora se stesso; non accumularono i poteri, coi più diversi pretesti, anche Cesare, Napoleone, Stalin e tutti gli altri dittatori e macellai del mondo?): vengono uniti il potere legislativo e quello esecutivo e gli stessi magistrati passano sotto il controllo del governo;
3) da aprile a giugno scompaiono i partiti e i sindacati indipendenti; d
al '33 il terrore imcombe sulla Germania. Ecco alcuni dati: 4.000 funzionari comunisti arrestati, il 23% dei parlamentari uccisi e il 22% in esilio (tra cui molti intellettuali e artisti, come Paul Klee);
4) in maggio nasce l'Arbeitsfront (il corporativista Fronte del Lavoro; il modello viene dal Fascismo), per cui la comunità è superiore al singolo; vengono epurate le amministrazioni locali; la burocrazia diviene ipertrofica;
5) il 14 luglio si passa dallo stato totalitario allo Stato-Partito (il partito unico) e nasce il Consiglio Generale dell'Economia Tedesca;
6) il 30 gennaio 1934 (a un anno esatto dalla presa del potere da parte di Hitler) un'altra svolta: ecco la Legge per la Ricostruzione del Reich, che sopprime i Länder (le regioni autonome; è il plurale di Land) e il Federalismo. Per la prima volta la Germania diventa uno stato centralizzato (su Berlino) e autoritario.


Alcune interpretazioni del Nazismo


1) L’interpretazione nazista: Alfred Rosenberg (politico e filosofo tedesco), Il mito del XX secolo ’30 (diffuso quanto il Mein Kampf): riprende il pangermanesimo e la teoria razzista del diplomatico, scrittore e filosofo francese Gobineau [pronuncia più o meno: Gobinò] e dello scrittore e filosofo britannico (naturalizzato tedesco) Chamberlain; lo stesso Gesù per Rosenberg sarebbe un superuomo, simbolo della razza ariana.

2) L'interpretazione pangermanista: il Nazismo è il diretto erede del Pangermanesimo. V’è dunque una “continuità” - nel bene e nel male - nella storia tedesca:

Peter Viereck (poeta e pensatore politico americano), Metapolitica: da Wagner e dai romantici tedeschi a Hitler ’41 (in inglese)

Edmond Vermeil (germanista e storico della cultura franco-svizzero), La Germania contemporanea ’53

William L. Shirer (giornalista e storico statunitense) Ascesa e caduta del Terzo Reich ’60 = per molti, il miglior libro su Hitler e il Terzo Reich

 

3) L’interpretazione liberale: il Nazismo è estraneo alla più genuina tradizione tedesca in quanto nasce dalla crisi del Liberalismo europeo e dall’irripetibilità del fenomeno hitleriano:

Friedrich Meinecke (storico tedesco; per gli storici delle idee come lui, le correnti di pensiero sono più decisive degli eventi stessi), La catastrofe della Germania ’46: riprende la celebre idea di Benedetto Croce sul Fascismo come malattia morale;

Gerhard Ritter (storico tedesco; fece un complotto contro il Führer), Il volto demoniaco del potere ’58; I militari e la politica nella Germania moderna ‘67

 

4) L’interpretazione basata sul razzismo:

George L. Mosse (storico tedesco naturalizzato statunitense; pronuncia la e finale di Mosse), La crisi dell’ideologia tedesca. Le origini intellettuali del Terzo Reich ’64; La nazionalizzazione delle masse: simbolismo politico e movimenti di massa in Germania dalle guerre napoleoniche al Terzo Reich ’74 (volume fondamentale). Ciò che caratterizzò fortemente il Nazismo fu l’antiebraismo, il razzismo antisemita e l’aura di culto religioso che Goebbels e gli altri gerarchi riuscirono a creare con la propaganda.

Daniel Goldhagen (storico statunitense), I volonterosi carnefici di Hitler ’96 = uno dei libri più controversi. I Tedeschi sostennero l’Olocausto, eccome.

 

5) L'interpretazione “revisionista”:

Ernst Nolte (storico e filosofo tedesco), Il fascismo nella sua epoca o I tre volti del fascismo ’63 (testo famosissimo); La guerra civile europea, 1917-1945. Nazionalsocialismo e Bolscevismo ’87 = il testo classico dello “Historikstreit”, la "polemica tra gli storici" ["Streit" è maschile (in tedesco tutti i sostantivi - come sapete - vanno scritti con l'iniziale maiuscola) e significa "controversia": la pronuncia fonematica è ʃtʀaet]: dopo il '17 la rivoluzione comunista mondiale fallisce e si trasforma in guerra civile; è l'epoca in cui sorge il fascismo, che nega il sistema liberale in quanto fenomeno rivolto al passato. Fu la Rivoluzione Bolscevica insomma a innescare la “guerra civile europea”, i cui antagonisti necessari furono appunto il Fascismo e il Nazismo. Occorre connettere Nazismo, Bolscevismo (il modello cui s’ispirò Hitler) e Fascismo in un’unica categoria, il Totalitarismo. L’Olocausto è solo un capitolo nella storia dei massacri e dei genocidi del Novecento.

 

6) L’interpetazione psicoanalitico-marxista: Wilhelm Reich (medico e psichiatra austriaco, allievo di Freud e noto per la sua teoria dell’ “energia orgonica”), Psicologia di massa del fascismo ’33 [l'anno in cui Hitler andò al potere]: “Il ‘fascismo’ è l’atteggiamento emozionale fondamentale dell’uomo autoritariamente represso dalla civiltà delle macchine e dalla sua concezione meccanicistica-mistica della vita.” E’ il carattere meccanicistico-mistico del nostro tempo a creare il fascismo, non viceversa. Il fascismo non è una dittatura di una piccola cricca reazionaria, bensì “un fenomeno internazionale che corrode tutti i gruppi della società umana di tutte le nazioni.”, “la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio.”

Paura della libertà l’emozione rivoluzionaria viene trasformata in illusione ribellione fascista

 

6) L’interpretazione esoterica:

Giorgio Galli, Hitler e il nazismo magico 2001: l'ideologia pangermanica e nazionalista non sarebbe stata altro che un mezzo per ottenere il consenso del popolo: il vero fine del Nazismo, meditato attraverso concezioni ancestrali e "magiche", sarebbe stato la trasformazione dell'umanità; Nietzsche è solo uno dei riferimenti, e non il più importante.

Gary Hyland, I segreti perduti della tecnologia nazista 2002



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